About DUro

ENG
ITA

■ ■ ■ ■

DURO PRENDE VITA NELLA MILANO NOTTURNA

■ ■ ■ ■ DURO PRENDE VITA NELLA MILANO NOTTURNA

DURO nasce dove Milano cambia pelle. All’interno del processo di riqualificazione urbana che sta interessando l’area del nuovo Certosa District, prende forma uno spazio dedicato al clubbing contemporaneo fondato da Marco e Riccardo Augeri, già noti per il locale milanese DA ORIENT. DURO si inserisce in un contesto industriale riconvertito, assumendone i codici senza addomesticarli. Il progetto abbraccia i principi più autentici dell’architettura brutalista — memorabilità dell’immagine, esposizione chiara della struttura, onestà dei materiali — traducendoli in un’esperienza notturna radicale ed essenziale: la forma non decora, ma dichiara, la materia non nasconde, ma racconta.

DURO si configura come un ambiente in cui architettura, suono e dimensione collettiva entrano in relazione ed evolvono in sincrono, rivolgendosi a un pubblico culturalmente e geograficamente trasversale.

■ ORIGINi

DURO trae la sua forza da una produzione artistica che, fin dal principio, si è sviluppata come terreno di contaminazione, intrecciando visioni ed esperienze di professionisti provenienti dal mondo della musica, del design, dell’arte e della moda, dando vita a una struttura in cui ogni scelta nasce dall’ineludibile rapporto tra forma e frequenza.

■ Forza

DURO porta la firma di Velvet Studio, realtà torinese fondata da Gianluca Bocchetta, che da oltre un decennio opera all’intersezione tra architettura, interior e artigianato, con una predilezione per elementi grezzi e spazi di archeologia industriale. Velvet nel cemento si muove con consapevolezza, applicando una pratica progettuale abituata al dialogo con luoghi dalla memoria produttiva intensa e dall’identità incisa nelle venature dei muri.

DURO si articola in ambienti distinti ma interconnessi, dove la materia è anch’essa strumento di esperienza sensoriale. Il cemento convive con un parquet che si estende per tutto il locale e la cui calda finitura culla il passo: un contrasto studiato, che parla al corpo prima ancora che agli occhi. Il bar ricorda una cabina di comando, punto di incontro e orientamento. Forme geometriche finemente illuminate a LED definiscono i volumi, suggerendo le articolazioni del locale grazie alla minuziosa progettazione di ILTI Luce (storica azienda torinese specializzata in lighting museale).

Il dance floor pulsa e domina lo spazio. In fondo, un modulo si staglia come un altare profano: una finestra discreta da cui osservare il DJ, che non prevarica, ma guida. Un sound system di ultima generazione restituisce ogni sfumatura della performance, tessendo un filo sottile che unisce l’artista e il pubblico in un’eco di emozioni condivise. Intorno, le aree fumatori e relax sono due spazi anch’essi concepiti per onorare e accompagnare la notte in tutte le sue metamorfosi: conversazioni, incontri, riposo, attimi sospesi.

■ FORMa

DURO è, prima di tutto, musica: una ricerca costante e appassionata che da Milano si irradia verso Torino, Berlino, Parigi, Lisbona e oltre, spingendosi oltre oceano, a est come a ovest. La alimentano collaborazioni con festival di fama internazionale, come il Kappa Futur Festival, l’esperienza dei founder — meglio noti nell’ambito come The Robinson — e un dialogo febbrile tra le memorie della scena clubbing più iconica e l’energia di chi oggi la attraversa e la riscrive. Il suono gira, assorbe e ritorna nello spazio trasformandosi in energia pura e ricordi che tornano alla mente con forma vivida. Ogni vibrazione, ogni scelta sonora, accompagna e plasma Nyx: dea misteriosa e simbolo primordiale della notte.

DURO è un luogo che si nutre dell’intensità della notte: il calore dei corpi diventa misura, il suono restituisce profondità. L’oscurità non viene edulcorata, ma accolta, amplificata, ritualizzata.

DURO alla neutralità preferisce una posizione netta, non chiede di piacere a tutti, ma semplicemente di essere!

■ MEMORY

■ testo di Elisabetta Rastelli

■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■

“Brutalism in music should manifest itself in bold, grand statements. It should be confident, optimistic in and of itself, and unapologetically so. Forget the artificial gloss of production, the autotune and the overdubs.. [...] Be memorable, be different. Reveal the functional elements of your sound – don’t hide, don’t apolgise, don’t beautify or fancify. Go big, go raw. Just be.” (The Spoonster Spouts, Tom Spooner)

■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ ■ “Brutalism in music should manifest itself in bold, grand statements. It should be confident, optimistic in and of itself, and unapologetically so. Forget the artificial gloss of production, the autotune and the overdubs.. [...] Be memorable, be different. Reveal the functional elements of your sound – don’t hide, don’t apolgise, don’t beautify or fancify. Go big, go raw. Just be.” (The Spoonster Spouts, Tom Spooner)

Contatti